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I PRINCIPI DEL REIKI

  • Per oggi non ti preoccupare

  • Per oggi non ti inquietare

  • Onora i Genitori i Maestri e gli Anziani

  • Guadagna da vivere onestamente 

  • Mostra gratitudine a tutti gli esseri viventi

 

 

REIKI di Usui o l’energia donata dal cosmo. 

Il ReiKi è una forma antichissima di conoscenza che i Tibetani già usavano millenni fa. In molte parti del mondo il ReiKi era conosciuto da sacerdoti, guru, sciamani che ne custodivano gelosamente il segreto. Così gelosamente che, ad un certo punto, del ReiKi si persero le tracce e questa antica tecnica di guarigione, basata sull’amore e l’energia cosmica, finì per cadere nell’oblio. Finchè nel diciannovesimo secolo il Dott. Mikao Usui, insegnante in una piccola università di Kyoto, in Giappone, non ritrovò la chiave del ReiKi, celata in antiche scritture sanscrite risalenti a 2500 anni addietro. Lo stimolo alla ricerca era partito dalla domanda di un giovane studente di Usui. “Maestro – aveva detto – hai mai visto qualcuno guarire imponendo le mani, come faceva Cristo?”. Usui rispose che no, non l’aveva mai visto, ma che credeva a quello che si dice nel Nuovo Testamento. Lo studente però non fu soddisfatto della risposta del Maestro. “Io non posseggo la tua stessa fede – si impuntò – ed ho bisogno di verificare di persona se si può guarire con le mani.” La filosofia indiana dice che è sempre colui che ci sta di fronte ad essere lo strumento della nostra evoluzione. A causa della richiesta del suo allievo, infatti, la vita di Usui cambiò completamente: da docente universitario divenne pellegrino in cerca di conoscenza. Andò in America a studiare Teologia, girò diversi paesi alla ricerca di un illuminato che potesse impartirgli gli insegnamenti giusti. Ma le sue domande cadevano nel vuoto. 

Così tornò in Giappone, sperando di trovare la risposta nei Templi. Finalmente , in un monastero scoperse alcuni Sutra (Testi sacri) buddhisti che nessuno aveva mai tradotto. Per sua fortuna Usui conosceva bene il Sanscrito e si mise a decifrarli. Passarono giorni e settimane e alla fine trovò quello che cercava: alcune pagine che spiegavano come guarire con le mani. Finalmente conosceva la tecnica per far circolare l’energia da sé agli altri, ma non sapeva come attivarla. Era come se avesse saputo come gestire il fuoco di un caminetto, ma non sapeva come accenderlo. 

Così decise di isolarsi sulla vetta della montagna sacra a meditare. Per rendersi conto del tempo che passava, ad ogni spuntar dell’alba gettava via uno dei 21 sassolini che aveva portato con sé. Trascorreva le sue giornate leggendo testi sacri e digiunando. Al ventunesimo giorno, di mattino presto, come ci tramandano i suoi allievi, Usui fu colpito da una luce accecante e, quando il suo sguardo poté di nuovo levarsi al cielo, vide due globi luminosi su cui erano tracciati in oro i sacri simboli della guarigione.

Usui, al sommo della felicità, si precipitò giù dalla montagna ferendosi a un piede; gli bastò mettervi una mano sopra che il suo sangue cessò di scorrere: la ferita si rimarginava sotto i suoi occhi.

Da allora, Usui passò la vita a curare i malati e ad insegnare il ReiKi.

Mikao Usui

In Giappone, nella prefettura di Gifu, il villaggio di Taniai (oggi conosciuto come Miyama Cho) ha visto nascere Mikao Usui il 15 agosto del 1865.
Suo Padre si chiamava Uzaemon Usui e sua madre Kawaii.

Creativo e dotato di vari talenti, il giovane Mikao si interessò di molte cose e imparò diverse arti. Cresciuto ebbe la possibilità, a scopo didattico, di visitare alcuni Paesi occidentali e la anche la Cina. La sua famiglia era impegnata religiosamente nel buddhismo Tendai ed egli, onorando la tradizione, da bambino studiò proprio in un monastero Tendai (era davvero improbabile ritenere che egli fosse cristiano come la leggenda della Takata ci ha voluto far credere!)

Sin da piccolo (aveva appena dodici anni) si scoprì assai appassionato delle diverse arti marziali diventandone rapidamente egli stesso esperto praticante. In particolare si dedico al Kiko, una variante del più noto Qi Gong. Era amico di Morihei Ueshiba, (il Maestro che ha creato il sistema noto come Aikido), conosceva Gichin Funakoshi (padre del moderno Karate) e Gigoro Kano (padre dello Judo).

Mikao Usui ebbe successo e fu molto rispettato negli affari affari. Per un periodo venne assunto come consulente speciale da un potente personaggio politico dell'epoca, Shinpei Goto; questo gli diede la possibilità di viaggiare molto e di conoscere diversi usi e costumi in Giappone, ma anche all'estero. Ne guadagnò sia la sua cultura che la sua esperienza e nel contempo fama e rispetto. La sua vasta cultura lo portò a ricevere l'onorifico titolo di "dottore". Usui aveva ottime cognizioni di medicina e di pratiche tradizionali di guarigione, si dilettava di filosofia e psicologia, era amante della lettura e spesso si cimentava nella poesia.

 

La famiglia di Mikao Usui era formata da sua moglie Sadako Suzuki, dalla figlia Toshiko e dal figlio Fuji, il quale diresse l’attività commerciale della famiglia dopo la rinuncia di Mikao e fu un anche docente presso l'Università di Tokyo.

Di indole cordiale e affabile, Mikao Usui manifestava anche i caratteri della semplicità e dell'umiltà, ma in caso di bisogno sapeva sfoggiare grinta e temperamento marziale, sia sul piano del carattere sia sul piano del fisico, che era robusto e sano.

Uomo riflessivo, sensibile, vigile e presente a se stesso Usui poteva essere definito come anima assai virtuosa. Queste doti e un'intera vita dedita allo studio dell'essere umano lo portarono a sviluppare quell'arte che un giorno sarebbe diventata famosa in tutto il mondo prendendo il nome Reiki.

Ben lungi dall'essere utile solo per la guarigione, il suo originale metodo Reiki mirava al rafforzamento del senso della presenza, della consapevolezza, del riconoscimento della natura spirituale dell'uomo. Per Usui l'armonia, l'equilibrio, la disciplina interiore favorite dal Reiki, così come il contatto con i propri talenti naturali e il benessere psico-fisico avevano lo scopo spirituale di avvicinare l'uomo alla sua autorealizzazione.

Dopo essere stato un monaco viandante Unsui dell'ordine di Mikkyo, nel 1914 Mikao Usui diventò un monaco laico Tendai (definito Zaike); questo gli consentì di vivere nella sua casa in stretto contatto con la famiglia.
Un giorno volle sperimentare un ritiro spirituale prolungato in cui poter digiunare e meditare: scelse il sacro monte Kurama per questo e dopo 21 giorni, percepì nettamente in sé la presenza dell'Energia Universale e la possibilità di poterla ritrasmetere. Nacque così il Metodo Reiki che Mikao Usui sperimentò dapprima su se stesso e poi su amici e familiari. Avendo trovato in esso grande riscontro sia in termini di accelerazione della guarigione di moltissimi disturbi e avendone riscontrato l'enorme valenza spirituale, volle renderlo accessibile e diffonderlo al pubblico.

Nel 1922 a Harajuku, Aoyama, Tokyo, Mikao Usui aprì a questo scopo una clinica in cui condusse insieme a dei collaboratori molte sessioni di guarigione e tenne seminari per l'apprendimento dei vari livelli in cui aveva suddiviso didatticamente il Metodo Reiki. Ad aprile del 1922 diede vita all'Organizzazione del Metodo Reiki di Usui chiamato Usui Reiki Ryoho Gakkai di cui fu anche il primo presidente.

Molti furono coloro che vollero sottoporsi ai suoi trattamenti e, compiendo anche lunghi viaggi, erano disposti ad aspettare parecchio tempo il loro turno per poter beneficiare dell'Energia Reiki.
Il terribile terremoto di Kanto del settembre 1923 portò grande devastazione nella città di Tokyo. Ci furono moltissime vittime e ancora più feriti. Il dr. Usui e i suoi collaboratori, si fecero coraggio e cominciarono a curare moltissime persone, sia nella sua clinica sia in molti altri luoghi di Tokyo. Quando nel febbraio del 1925 la clinica di Usui divenne troppo piccola egli si trasferì fuori città, a Nakano, dove realizzò una clinica più capiente.

Mikao Usui diventò rapidamente noto e ricevette inviti da numerose città del Giappone. Per i suoi indubbi meriti il governo gli conferì la rara onorificenza Kun San To.
Mentre si trovava a Fukuyama Mikao Usui si ammalò (ebbe il suo terzo ictus) e, il 9 marzo del 1926, morì ad appena 61 anni.

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